Le basi: la pasta fresca all’uovo

La pasta fresca all’uovo. Mi piace, mi piace, mi piace, sia farla che mangiarla. A casa mia viene solitamente preparata per il pranzo della domenica (o per un’occasione speciale), quando ci si ritrova tutti insieme intorno a un tavolo.  Andando a convivere, quindi passando alla modalità “siamo solo in due la maggior parte delle volte”, non ho perso l’abitudine…anzi, diciamo che l’ho acquisita perché prima la preparava mamma e io, a volte, la aiutavo. Perché a volte? Perché la domenica, anche a volersi alzar presto, mi ritrovavo a far colazione circondata da tagliatelle o tortelli già pronti per essere cotti. Però che bellezza!

La mia regola, ognuno avrà la sua ma questa è la mia, per ogni 100g di farina si conta 1 uovo. Io la pasta la “spengo a uovo”, nel senso che non aggiungo acqua. Utilizzo semplicemente farina 0, uova, sale q.b. e un giro d’olio. Ok, c’è chi è abituato alla farina 00 e non penso sia un problema utilizzare quella anziché la 0. E’ possibile
sostituire metà della farina con della semola di grano duro, a voi la scelta.

 

Versate la farina (o le farine) a fontana su una spianatoia; rompeteci dentro le uova e aggiungeteci una presa di sale e un filo d’olio. Con l’aiuto di una forchetta (o con le mani se preferite) sbattete le uova e cominciate ad amalgamare la farina intorno. Continuate con le mani e cercate di amalgamare bene tutti gli ingredienti. Lavorate bene di polso fino ad ottenere un impasto liscio e non più appiccicoso. Nel lavorarla potete aiutarvi sporcandovi le mani di farina (senza esagerare eh). Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora. A questo punto è pronto per essere tirato e assumere la forma che più preferite. Io apprezzo molto le donne che tirano la pasta a matterello, ma io utilizzo la famosa “macchinetta”. Se fate come me dividete l’impasto in quattro o cinque parti e passate ogni pezzetto di pasta dalla larghezza “uno” a quella più sottile in base alle esigenze (di solito io arrivo al numero 6 con la mia, ma dipende anche dalle macchinette e da ciò che si vuole preparare, quella di mia nonna aveva molti meno numeri ed è la stessa che utilizza ancora mia madre). Via via che stendete la pasta adagiatela su un piano spolverato di farina stando attenti a non sovrapporre mai le strisce, altrimenti si attaccheranno. Il passo successivo è dare una forma alla nostra pasta fresca: io ho preparato in questo caso della tagliatelle, ma se avete l’apposito accessorio potete ricavare linguine, tagliolini, mafalde,ecc… È ovvio che se dovete fare della pasta ripiena la macchinetta non vi servirà più (o forse sì se avete l’accessorio che vi monta i ravioli, ma io sono alla vecchia maniera, la pasta ripiena la faccio a mano e
meglio se in buona compagnia).
 

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