Una zuppa di ceci per scacciare il malumore…e l’influenza

L’ho chiamata, è arrivata. L’influenza. Non come me la sarei aspettata, avrei voluto qualcosa di più soft da tenermi un po’ a letto al calduccio, anziché insonne a zonzo per la casa alle tre di notte perché tutte le vie respiratorie erano intasate e con la testa pulsante. La sensazione di non respirare è davvero brutta, avere il fiatone mentre si parla, per una asmatica come me, non è proprio il massimo. Per non parlare delle lame in gola che mi hanno fatto compagnia per tre giorni. a è bastato un bel pacco di antibiotici a rimettermi in sesto (più o meno). Sei giorni a casa, non mi capitava da molto tempo, le giornate sono lunghe, soprattutto per una persona come me che dorme poco e che la mattina alle 7 è già sveglia.

A parte il primo giorno, passato sempre a letto nella speranza di recuperare un po’ di sonno (ma anche no), gli altri giorni hanno trovato la compagnia del divano, del telecomando e di qualche libro di cucina. Non ho toccato fornelli fino al quarto giorno, grazie anche al mio ragazzo che mi ha servito e riverito e mi ha fatto compagnia (tenendosi a distanza per non beccarsi nulla, anche se poi qualcosina si è preso). Poi, si sa, io tanto lontana dai fornelli non so stare, quindi due cosucce l’ho fatte. Ho messo su una vagonata di legumi (che già la sera prima avevo messo in ammollo), un po’ di bietole e del ragù. Cose poco impegnative, ma che mi hanno rimesso a posto l’umore. E con quei legumi e con quelle bietole c’ho fatto poi una zuppa, calda, confortante per l’arrivo di mamma che passava a trovarmi. Per molti questa roba è brodaglia, roba da malati, per me è cucina povera, è tradizione, è bontà e genuinità. Accompagnata a una fetta di pane tostato rimetterebbe a posto anche gli animi più inquieti e gli stomaci messi in subbuglio dagli antibiotici. Tra le cose a cui non vorrò mai rinunciare in cucina ci sono le zuppe di verdure e legumi, la pasta fatta in casa, gli arrosti e le torte di mele. Poi se ci penso la lista si allungherebbe a dismisura, quindi mi fermo a queste quattro cose su cui verte l’essenza della mia cucina. E poi lo vedete quel pane nella foto? L’ho fatto io e ne vado stra fiera. La prossima ricetta vedrà lui come protagonista.

 

Ingredienti: 250g di ceci già cotti (non quelli del barattolo eh) – un pugno di bietole lesse (in alternativa vanno bene spinaci, cime di rapa, crescione o cavolo nero), 30-40g di funghi secchi, 1 cipolla, olio, sale, pepe.

Procedimento: mettete i funghi secchi in acqua tiepida a rinvenire. Asciugateli e tagliateli a pezzetti. In una casseruola fate dorare la cipolla tagliata a listarelle in poco olio, aggiungete i funghi, le erbe e lasciate insaporire. Aggiungete poi metà ceci interi e metà frullati. Coprite con del brodo vegetale o con un po’ di acqua di cottura (filtrata) dei ceci se vi è rimasta. Lasciate cuocere per un quarto d’ora circa. Aggiustate di sale e pepe.

Se utilizzate erbe fresche anzichè già lessate aggiungetele alla fine e cuocete fino a quando non saranno tenere. Se vi piace di più, potete arricchire la zuppa con della pasta gramigna o con dei maltagliati (come fatto qui).

12 Commenti

  1. Rispondi

    Erica Di Paolo

    1 dicembre 2014

    Vuoi dirmi che devi stare male, per proporci ancora delizie travolgenti come questa? Voglio dire…. ceci, biete e funghi. Ma cos'altro si può aggiungere? Qui c'è la perfezione!!
    Sei grande!! Ma ora, stai meglio? ^_^

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      1 dicembre 2014

      Beh, si…le giornate di influenza hanno portato consiglio, ma soprattutto necessità di questa delizia (tra l'altro improvvisata con ciò che avevo a portata di mano non potendo uscire a fare la spesa). Bisogna imparare a coccolarsi anche quando si sta bene. Io insomma, sto meglio ma ancora mi devo riprendere del tutto. 😉

  2. Rispondi

    Federica

    1 dicembre 2014

    mi spiace per l'influenza, spero passi prima possibile
    questa zuppa è sicuramente un buon rimedio, quanto meno per l'umore
    un comfort food davvero gustoso
    buona settimana e torna presto in forma 🙂

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      3 dicembre 2014

      Grazie Federica. Oggi va decisamente meglio, grazie sicuramente alle verdure e ai legumi mangiati in questa settimana! Sono sempre un toccasana! 😉

  3. Rispondi

    Alessia Mirabella

    2 dicembre 2014

    Ecco la tua zuppa! E' meravigliosa….spero ti sia ripresa….un abbraccio forte bell'anima!

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      3 dicembre 2014

      Un abbraccio forte anche a te! Sto bene, adesso dopo la zuppa curativa sarebbe da fare la tua meravigliosa torta di panna e mandorle che verrò a studiarmi con calma! 😉

  4. Rispondi

    Laura

    2 dicembre 2014

    ohi eccomi qua…con un certo imbarazzo e lo sai perchè?perchè, come dire, ho quasi quasi la sensazione di averti attaccato io questo febbrone che con te non si è proprio regolato 🙁 ma come uno la chiama a sé questa ospite e lei ti invade così?L'unica cosa che mi conforta è la tua zuppa e il tuo pane, perchè mi danno la certezza che qualcosa di buono ne è derivato!:-) Un bacio a te cara, spero adesso vada meglio!

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      3 dicembre 2014

      Esatto Laura, guardiamo il lato positivo: la zuppa e il pane! Non hai colpe, se non quella di avermi fatto desiderare qualche giorno a casa 😛 . Diciamo che il mio corpo aveva bisogno di fermarsi un po' dopo tanto lavorare e dopo le mancate vacanze estive. Ogni tanto bisogna fermarsi e il pane è stato il simbolo di giornate piovose e lente, come la sua lievitazione. 😉

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    Ilaria Guidi

    3 dicembre 2014

    Buongiorno bella Francy 🙂 innanzi tutto ti voglio fare i complimenti per le foto…mi piacciono davvero tanto…rustiche e con un luce bellissima…come piace a me :)…poi come te anche io adoro le zuppe e i legumi…e trovo che la tua zuppa sia divina!!! 🙂
    Ti abbraccio forte…
    ps. sei guarita si??!! 🙂

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      panevinoezucchero

      3 dicembre 2014

      Sì cara, sono guarita. Grazie. La luce della foto, la luce di una mattina libera (per forza, mi trascinavo da una stanza all'altra), una luce vellutata che mi ha coccolato per alcune ore dalla colazione al pranzo, tra le chiacchiere con mamma, un mestolo in mano. A volte ci vogliono mattinate così! 😉

  6. Rispondi

    lapetitecasserole

    6 dicembre 2014

    Questa zuppa sembra nata per quella pentola… lo so che non sta bene esprimere "entusiasmo" quando uno ti dice che ha avuto l'influenza… ma io sono una "minestraia" non posso far altro che ammirare e prendere spunto (per la ricetta 🙂 )! Bravissima!

  7. Rispondi

    Anonimo

    16 marzo 2016

    Ciao, ottima ricetta! Ma questa dose per quante persone è?

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