Pane Vino & Zucchero

La ribollita, come piace a me

Questo post non sarebbe mai esistito, o avrebbe tardato ad arrivare, se non fosse intervenuta Alessia che in un messaggio, chiaro e diretto, mi ha scritto “Fra, voglio fare la ribollita, non ce l’hai sul blog?”. Ecco, “non ce l’hai sul blog”. In verità una volta esisteva un bel post sulla ribollita, ma nel primissimo spazio di cucina ghiotta (correva l’anno 2011), che adesso non c’è più … storia lunga, ho perso tante ricette, tra cui questa. Quindi è tempo di rimediare. Ho colto l’occasione per passare la ricetta ad Alessia e prepararmi una bella ribollita da mettere qui sul blog. Dovrete scusarmi se ve la presento così, con una sola foto, ma la gestione del tempo ultimamente è diventata come, se non peggio, una corsa a ostacoli, un tetris continuo.

Ve la propongo come piace a me, come sono sempre stata abituata a mangiarla. Eh si, perché in base alla zona in cui ci si trova, la ribollita può trovarsi più o meno asciutta, con la patata o non, c’è chi addirittura non ci vuole nemmeno un pomodoro, chi ci mette la zucchina e chi invece “la zucchina nella ribollita? Occhessei di fori?”. Ma di base rimane il CONCETTO, la bellissima filosofia di questo gran piatto povero: le contadine di una volta, di solito il venerdì, preparavano una bella minestra di verdure, poi ci aggiungevano il pane raffermo e facevano ri-bollire il tutto nei giorni successivi. Che poi più ri-bolli più è buona. E certamente, più ri-bolli e più la minestra si ritira (asciuga), ma io ci aggiungo sempre un po’ di liquido perché mi piace morbida, calda e…con la cipolla a crudo sopra.  Ma conosco gente alla quale piace sentire quella puntina di “bruciacchiato” (non amaro) di quando rimetti sul fuoco la minestra e, dimenticandola un po’ lì, si attacca alle pareti della pentola.

Inoltre, per chiamarsi ribollita, gli ingredienti base che non devono mancare sono: odori, cavolo (verza e nero), fagioli (per me bianchi), pane raffermo. Se poi ci volete infilare un porro ben venga, io ce lo metto praticamente sempre; oppure del cavolo cappuccio, due patatine o una zucchina, un pomodoro maturo, ecc… insomma, l’importante è che tutto sia di stagione, meglio se del contadino o comunque di buona qualità.
Per una volta abbandonate le dosi fisse e sentitevi streghette che mettono gli ingredienti in una grande pentola. Io provo a darvi delle quantità di riferimento, ma quando si preparano certi piatti il buon “fare a occhio” è quasi d’obbligo.

INGREDIENTI:
1 cipolla grande o 2 piccole (per me rossa)
2 carote
1 costa di sedano **
1 porro **
1 mazzetto di bietola
1 mazzetto di cavolo nero e un po’ di verza
1 patata grande o 2 più piccole **
2 pomodori maturi **
300-400g di fagioli (per me cannellini) già lessati
300g circa pane raffermo sciocco toscano
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
cipolla fresca per servire** Ingredienti facoltativi, ma consigliati

IL GIORNO PRIMA
Tritate gli odori e fateli soffriggere in abbondante olio in una pentola bella capiente. Tagliate tutte le verdure a tocchetti e aggiungetele a soffritto. Mescolate per amalgamare gli ingredienti. Io non seguo un ordine, butto tutto dentro. Coprite tutto con abbondante acqua, portate a bollore e lasciate cuocere per 1ora,1ora e mezzo a fiamma moderata. Frullate la metà dei fagioli con un po’ della loro acqua. Unite la purea ottenuta alla minestra di verdure insieme anche ai restanti fagioli interi. Lasciate cuocere per un’altro po’, tipo una mezzoretta. Aggiustate di sale e pepe, spegnete.In un’altra pentola travasate la minestra alternandola di tanto in tanto con delle fette di pane. Rimettete sul fuoco e portate a ebollizione. Lasciate cuocere un po’ fino a quando il pane non si sarà ammorbidito, mescolando di tanto in tanto. State attenti che non si attacchi e, nel caso, aggiungete un po’ di acqua. Spegnete e lasciate riposare. Questa fase la potete fare anche lontano dalla prima cottura della minestra. Io a volte preparo la minestra durante la giornata e aggiungo il pane la sera lasciando poi riposare tutta la notte. Il riposo prima della ri-bollitura è importante, la minestra prende sapore e il pane si amalgama bene.

IL GIORNO DOPO
Fate ri-bollire tutto per 15-20 minuti mescolando di tanto in tanto e aggiustando la consistenza con un po’ d’acqua (se necessario o in base ai gusti di ognuno). Servite nei piatti con un giro di olio e qualche fettina di cipolla fresca (facoltativo, ma estremamente consigliato)

8 Commenti

  1. Rispondi

    Alessia Mirabella

    28 novembre 2016

    Sai come la penso sulle tue foto, e continuo a ripetere che questa è bellissima! Sulla ribollita ci scatta un applauso che è stata davvero speciale, e questa libertà di ingredienti che crea diverse versioni mi affascina un sacco. Il Vichingo non sai quanto l'ha apprezzata, appena termina questo periodo di fuoco la preparo di nuovo. Ormai sei entrata nella mia cucina (e nel mio cuore ovviamente) già da un po'. Ti abbraccio forte e tieni duro, io un tuo post lo aspetto sempre, ti bacio!

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      28 novembre 2016

      Sono io a doverti ringraziare di avermi fatto rifare la ribollita dopo tanto tempo. In una vita che impone sempre di più una cucina express, non sai quanto invece è apprezzabile preparare qualcosa che cuoce con calma e dolcezza.
      Va beh, lo sai…io ultimamente con le foto ci litigo, secondo me è la stanchezza! Terminato questo periodo rifatti una bella ribollita, ma soprattutto viziatevi con un buon vino rosso. Ho qualche etichetta da consigliarti… 😉 Ti abbraccio forte!

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    Gabila Gerardi

    29 novembre 2016

    Ahahahahha…io ci metto la zucchina….ahahhahah allora sono una pessima Toscana!!!!! Non sarà mica perchè l' aria di mare mi da alla testa?!?!?!? Sto scherzando ovviamente…..la tua è stupenderrima….ovvia giù, domani la rifaccio!!!

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      panevinoezucchero

      2 dicembre 2016

      Ahahahah macchè!! Io non sono così pignola, a me piace anche con la zucchina! Anzi, se ce l'ho ce la infilo pure io. Io invece vado di acqua cotta toscana, scommetto che piace anche a te!
      Un abbraccio!

  3. Rispondi

    Laura

    29 novembre 2016

    Brava Alessia a richiedere la ribollita che presto sperimenterò anche io e brava tu a pubblicare anche con una foto 😀 Perché vedi, chi ne mette tante spesso non si sente sicuro neanche di una, mentre basterebbe averne una perfetta come la tua e non c'è bisogno di aggiungere neint'altro!;-)

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      panevinoezucchero

      2 dicembre 2016

      Sul discorso foto non sono ancora convinta, ma ultimamente ho trovato il coraggio di pubblicare lo stesso, convinta che anche il contenuto di un post faccia la sua parte! Lauuuu, dai falla e dimmi come ti viene! Un bacione

  4. Rispondi

    debora

    1 dicembre 2016

    Eccomi finalmente!!! Ma questa tua ribollita è un capolavoro e capisco bene perché fosse ricercata!! Io la faccio spesso ma probabilmente non essendo toscana la fo un po' così così, ad ogni modo trovo che sia un piatto speciale e tu hai saputo raccontarlo in modo altrettanto speciale…ora vado a leggermi quante cose belle puoi insegnarmi!. Baci

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      panevinoezucchero

      2 dicembre 2016

      Ciaoooo Debora. Guarda, ti dico la verità, la ribollita varia da zona a zona e da cucina a cucina; in Toscana ne puoi assaggiare diverse varianti. La mano e la tradizione familiare spesso fanno la differenza. Per riportarti un esempio, in una osteria (buonissima) vicino a dove lavoro servono la ribollita molto asciutta che ben si allontana da quella che ho sempre mangiato io; è comunque buona, sebbene io la preferisca più "liquida".
      Poi la ribollita, fatta in qualsiasi modo, è un piatto salutarissimo!
      😉

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