Biscotti all’olio e vin santo

C’è un momento nella vita in cui ti guardi indietro e capisci di essere un’altra persona, diversa, più ricca, forse più stanca o provata, ma con un bagaglio pieno di biglie colorate in pieno stile “inside out”. Il momento in cui raggiungi la “consapevolezza” non è più possibile tornare indietro. Albert Einstein diceva “La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente”

Ogni nuova esperienza apre un cassetto che non è più possibile chiudere. Anche quando provi a chiuderne uno, quello resta lì, sempre pronto a ricordarti che è parte della tua vita, che non puoi dimenticarlo; puoi solo metterlo da parte o, a distanza di tempo, guardare quel ricordo con occhi diversi. Ma questo fa parte del gioco, le lenti con cui guardi il mondo cambiano, si evolvono continuamente. L’importante è cogliere quante più sfumature possibili. E non solo coglierle, ma riuscire a fare qualche passo indietro e ammirare l’insieme. Esistono colori belli e colori brutti; sarebbe bello disfarsi dei secondi, ma potrebbero servire a creare quelle sfumature che migliorano il disegno.

Non ho perso completamente il senno per scrivere certe cose, sono solo in un periodo di riordino dei cassetti, di cambio di priorità, di nuove piccole consapevolezze in vista di nuove sfide. Ho voglia di respirare aria nuova, di evadere un po’, di uscire da quel perimetro che la quotidianità impone naturalmente. Ho voglia di “crearmi” più tempo, perchè ha ragione il “tempo” in Collateral Beauty: le ore e i giorni è come noi siamo abituati a vedere e vivere il tempo, ma il tempo è un dono a nostra disposizione e siamo noi a decidere come sfruttarlo. E’ un dono e non bisogna buttarlo via. Io mi ripeto sempre che vorrei più tempo, lo sento dire continuamente da altri, ma se non avessimo orari, orologi, come sfrutteremmo il nostro tempo? Io sono dell’idea che non possiamo fare a meno di orari, sveglie, impegni e responsabilità, ma penso sia possibile permettersi ogni tanto di sganciarsi da certi vincoli ed evadere un po’. Ed è con questo post e con questo ricordo di campagna fiorentina che mi concedo un po’ di tempo.

Questi biscotti sono quelli di Caterina, proprietaria della Fattoria I Ricci di Rostolena, in Mugello. Lei e il suo agriturismo sono per me aria fresca e spensieratezza. Adoro questi suoi biscotti perchè sono dei perfetti intramezzi. Sono tra il dolce e il salato, quindi li puoi mangiare a qualsiasi ora, anche a fine pasto prima del dolce. Per me è impossibile mangiarne uno solo, come minimo ne mangio tre per volta. Poi sono rustici…e io adoro il rustico imperfetto, genuino, sincero.

BISCOTTI ALL’OLIO E VIN SANTO DI CATERINA
con uvetta e pinoli

INGREDIENTI:
300g di farina
100g di zucchero
100g di olio evo
50g di vin santo
8g di lievito
40/50g di pinoli
uvetta a piacere
la scorza di 1/2 limone

PROCEDIMENTO: In una ciotola unite farina, zucchero, lievito, pinoli, uvetta (ammollata e strizzata) e scorza di limone. Mescolate bene gli ingredienti secchi e, successivamente, unite olio e vinsanto. Impastate e cercate di formare una palla. Staccate con le mani pezzetti di impasto e senza maneggiarli posizionateli su una teglia ricoperta di carta forno ben distanziati tra loro. Cuocete in forno a 200°per circa 20 minuti. Fate raffreddare prima di servirli. Buoni così o con un po’ di zucchero a velo.

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4 Commenti

  1. Rispondi

    Alessia Mirabella

    1 febbraio 2017

    Siiiii, finalmente la ricetta di questi biscottini ho tanto apprezzato, che mi hanno tenuto compagnia nel viaggio di ritorno col camper! Brava amica mia, foto super!

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      11 febbraio 2017

      Vedi, piano piano mi metto in pari con i post (e anche con i commenti). Questa ricetta non potevo non pubblicarla! E io spero di riportarteli presto di persona!! :-***

  2. Rispondi

    Laura

    16 febbraio 2017

    Ehi pupe ci sono anche io!!!E si e chi se li dimentica questi biscottini e le colazioni nei parcheggi del Mugello e le chiacchiere sotto la pioggia Cara la Nostra Miss M. Mi piacciono i tuoi propositi credo siano fisiologici perché ci riconosco dentro qualcosa che ad un certo punto ho sentito forte anche io, proprio prima di ritrovarmi catapultata in questa vita recente 🙂 Francesca cara siamo tutti impazienti di rivederti!:-)

    • Rispondi

      panevinoezucchero

      19 febbraio 2017

      Laura!!! Io ormai collego questi biscotti al nostro "secondo" incontro! Studio già quale farti la prossima volta che ci vediamo! Sì, hai detto bene, penso anche io sia fisiologico. Lo sento un po' come l'irrequieto vento del nord per Vianne in "Chocolat"!

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