Biscotti all’olio e vin santo

C’è un momento nella vita in cui ti guardi indietro e capisci di essere un’altra persona, diversa, più ricca, forse più stanca o provata, ma con un bagaglio pieno di biglie colorate in pieno stile “inside out”. Il momento in cui raggiungi la “consapevolezza” non è più possibile tornare indietro. Albert Einstein diceva
La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente

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Occhi di bue alla frolla integrale aromatizzata alla cannella

 
Avrei dovuto intitolare questo post “Frolla quanto ti amo!” perchè a dire la verità è il mio più grande amore nella categoria dolci. Sarà che mia mamma è una impastatrice folle, sarà che sono cresciuta a crostate e biscotti, fatto sta che adoro quel sapore dolce e burroso che si unisce alla confettura o alla crema pasticcera. Per me non esiste colazione migliore di una buona crostata fatta in casa, ma capisco che spesso sia più semplice e immediato fare un quattro quarti o un ciambellone allo yogurt (entrambi sempre ben accetti, sia ben chiaro), sopratutto per chi non ha tanta dimestichezza.
Oltretutto sono una rompiscatole numero uno in fatto di cottura: un po’ più di colore e non la mangio, mi è amara in bocca e perde parte del suo gusto. Mia mamma dice che sono troppo “ficosa”, come per la schiacciata con l’uva che ha i semi. Qualche difettuccio ce l’avrò anche io, no?!

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Frollini alle mandorle e limone

Tra poche settimane è Natale, e di conseguenza anche il mio compleanno, che cade per Santo Stefano. Tra le altre cose quest’anno smetterò di essere una ventenne e quindi dovrò attutire il colpo, non tanto per l’anno in più in anagrafe quanto per tutti i discorsi e le raccomandazioni che amici e parenti mi faranno. 😛 Ma io sono già pronta!
Dicembre mi è sempre piaciuto, per la sua atmosfera e per la tradizione che ogni anno si ripete. E come ogni anno io preparo biscotti, mi dedico all’impasto e alle infornate come se non ci fosse un domani per creare piccoli doni golosi da regalare alle persone più care. Non ho mai tenuto a ricevere i regali, ma a me piace farli dedicando il mio tempo nel confezionare golosità da condividere insieme.
E in un certo qual modo pubblicare le mie creazioni è come regalare a chi mi segue una parte di me. Non avrò modo di pubblicare tutto ciò che cucino, ma farò il possibile.

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La Pasta Dolce di Richard Bertinet, una cura contro la febbre

Oggi vi parlo di un impasto, di una scoperta, di un amore al primo assaggio che penso durerà per molto tempo. Poche settimane fa ho acquistato il libro di Richard Bertinet intitolato “Scuola facile di pasticceria dolce e salata”. Su questo acquisto mi ero confrontata con la cara Claudia , la quale è riuscita a convincermi in un attimo (con me ci vuole davvero poco, oltretutto di lei mi fido ciecamente). Il giorno dopo avevo già il libro tra le mie mani (mitico amazon!!!). Insieme a questo ce ne sarebbero stati da comprare altri quattro o cinque, ma insomma….facciamo le brave!

Sono sempre stata legata alle ricette semplici, genuine, senza troppi passaggi o architetture (per quello esistono gli chef e i pasticceri), però sono sempre alla ricerca della ricetta perfetta, del miglioramento, sono estremamente curiosa, amo confrontarmi con altre persone e leggo molto. Per questo motivo voglio condividere sul blog questa ricetta, che magari molti conosceranno già, ma per chi invece non l’ha mai provata lo invito a farlo e a darmi responso! Pasta semplice, dose giusta, dai molteplici utilizzi, da tenere in considerazione insomma.

 
Ho provato questo impasto il giorno in cui mi sono ammalata e l’ultimo giorno di degenza. Visto che la prima volta non mi sono gustata per niente la torta che avevo preparato (data la febbre sempre più alta) ho deciso di rifare l’impasto il primo giorno utile. Nei giorni di riposo mi sono studiata un po’ il libro. Perchè è vero che è bene riposarsi, ma passato il delirio da 39.4 di febbre concediamoci delle piccole gioie, no? Richard Bertinet è un pasticciere originario della Bretagna ma che da anni si è trasferito in Gran Bretagna; è ormai un convinto anglofilo e proprio a Bath ha aperto la sua scuola per cuochi. Ha ottenuto vari riconoscimenti nella sua vita professionale e i suoi libri hanno avuto un bel successo. Prossimo acquisto sarà quello sul pane (già messa la puntina).Il libro parte con la spiegazione dei quattro tipi “basilari” di pasta: salata, dolce, sfoglia e choux.  Poi continua con qualche consiglio sul riposo, la conservazione, la scelta degli stampi, sul loro rivestimento, ecc. Per poi arrivare a una sequenza di ricette una più interessante dell’altra. Io mi sono innamorata delle ricette dolci e sono convinta che piano piano le proverò tutte. La pasta dolce è alla base della maggior parte di queste e io ho assaporato questo impasto in versione frollino, crostata e torta mandorlina (wow!).
 

Sebbene sia similissima a una frolla le dosi sono completamente diverse dalle mie solite: stessa dose di burro, ma più farina e un uovo in più. 

Ingredienti:
Ricetta per 720g di impasto
350g di farina
125g di burro
125g di zucchero
2 uova e 1 tuorlo
un pizzico di sale 

Procedimento:

Richard Bertinet mette il burro freddo tra due fogli di carta oleata e lo stende con il matterello così da ammorbidirlo mentre è ancora freddo. Lo utilizza così facendolo poi a pezzi con le mani mentre lo impasta con la farina e un pizzico di sale. Il tocco deve essere morbido, leggero, senza premere o fare forza. Come quando si distribuiscono le carte. Il burro così si disferà delicatamente ricoprendosi di farina. E’ importante non lavorare troppo l’impasto. A questo punto è possibile aggiungere lo zucchero e le uova. Continuate a mettere insieme gli ingredienti aiutandovi dapprima con un cucchiaio e successivamente facendo pressione con i pollici. Trasferite l’impasto su un piano di lavoro e completate il procedimento cercando di formare una palla omogenea o, come consigliato nel libro, una forma squadrata (più facile da stendere perchè non avrà i bordi slabbrati).
 
Trovate il video di tutto il procedimento qui. 
 
Riposo
Il nostro caro Richard consiglia di evitare la pellicola trasparente che farebbe sudare la pasta. Meglio un foglio di carta oleata. Io raramente utilizzo la stagnola, che poi il rischio è che qualche pezzetto rimanga nell’impasto, preferisco un cencino bianco che utilizzo solo per quello o copro tutto con un piattino fondo. Lasciate riposare l’impasto per almeno un’ora ma se possibile preparate la vostra pasta dolce la sera prima e lasciate riposare in frigo per tutta la notte. Se avete poco tempo va bene 15-30 minuti in freezer.
 
Il soggetto qui sotto è mia mamma….starei a  fotografarla per ore mentre prepara dolci. Stendere la pasta per lei è un gioco da ragazzi!

 
 

PER LA TORTA MANDORLINA:

si tratta della classica torta alle mandorle fatta con crema frangipane, ricoperta da una cascata di mandorle a scaglie. Secondo Richard Bertinet  tra i vantaggi di questa torta c’è la possibilità di  prepararla in anticipo e congelarla, così da averla sempre a disposizione. Chi è che non a una torta mandorlina i freezer oggigiorno? Vogliamo scherzare? Un must direi. A parte gli scherzi, non è nel mio stile congelare i dolci, ma è comunque una informazioni in più che a qualcuno risulterà utile.  
 
Ingredienti per 2 torte da 18 cm di diametro:
1 dose di pasta dolce
mandorle in scaglie
zucchero a velo
crema alla pasta di mandorle 
 
Per la crema alla pasta di mandorle:
250g di burro dolce morbido
250g di zucchero
250g di mandorle tritate
50g di farina
3 uova
2 cucchiai di liquore (per me Brandy invecchiato, un magnifco tocco a ua crema bomba)
 
Beh, diciamo che non è dietetica per nulla….ma da un francese cosa potevamo aspettarci?
 
Preparate la vostra pasta dolce e lasciatela riposare in frigo per almeno un’ora. Nel frattempo sbattete il burro con le fruste elettrice, uniteci lo zucchero e le mandorle tritate. Continuate a mescolare e aggiungete farina, uova e brandy. Tenete al fresco per un quarto d’ora. Infarinate il piano di lavoro, stendete la pasta dello spessore di 5mm circa e ricoprite le vostre tortiere. Farcite l’interno con la crema alla pasta di mandorle cercando di livellare la superficie con un cucchiaio o una spatola. Cospargete tutto con le scaglie di mandorle. R. Bertinet rifinisce i bordi dopo la cottura, io l’ho fatto prima. Infornate a 180° per una quarantina di minuti. Sul libro lui scrive 20minuti, ma dopo mezzora la mia torta non era ancora cotta, soprattutto sotto (io sì, avevo già la febbre). Lasciate raffreddare completamente prima di servire la vostra torta. Potete spolverizzarla di zucchero a velo o spennellarla con una glassa all’albicocca (scaldate la marmellata con un po’ di acqua).
 
Mi scuso se non posto la foto della torta “finita”, ma davvero ho dovuto deporre le armi e mettermi a letto. La torta era davvero buona, ero scettica data la grande quantità di burro del ripieno, ma da cotta è una meraviglia (anche di calorie). Il liquore è quel tocco in più che cambia totalmente il senso del ripieno, quindi utilizzatelo se potete.  Meno male che parte della torta l’hanno mangiata le amiche del burraco di mia mamma. E con i resti di pasta cosa ci facciamo? Mamma ci prepara sempre delle crostatine.
 
 
 

COOKIES al cacao con gocce di cioccolato

Questa ricetta è ripresa dal bellissimo libro di Trish Deseine “Piccoli spuntini tra amici“, entrato ufficialmente nella top ten dei miei volumi preferiti. Oltre che interessante è proprio bello da vedere, come d’altronde tutti i libri di Guido Tommasi Editore (eh sì, ho un debole per questa casa editrice che ogni anno sbalordisce sempre di più). La ricetta originale prevedeva molto più cioccolato fondente, io ho preferito ridurne la dose e aggiungere qualche mandorla sbriciolata. All’impasto potete aggiungere noci, amaretti sminuzzati, frutta candita, uvetta, etc.. è un impasto molto versatile e farà impazzire grandi e piccoli!

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Biscotti secchi all’Earl Grey

Di preciso non so dare un nome a questa ricetta perché è stata del tutto improvvisata, ma il risultato è decisamente soddisfacente . Sono partita da una ricetta dei tea bread trovata in un libro e da lì mi sono lasciata ispirare. Ho escluso l’uvetta e aggiunto le mandorle, le gocce di cioccolato e le spezie, modificato un po’ le dosi e i tempi di cottura. Ho utilizzato il tè Earl Grey (ma si possono utilizzare anche altre tipologie di  tè, tipo jasmine, sencha,
darjeeling etc.). Buonissimi da soli o inzuppati nel caffè o latte! La cosa importante è farli tostare bene in forno, altrimenti non si otterrà la croccantezza che è la sua caratteristica principe.
Ingredienti:
450g di farina 00
300 ml di tè Earl Grey aromatizzato al Bergamotto
230g di zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
1 uovo
1 cucchiaino colmo di spezie (cannella, zenzero, noce moscata e pepe nero)
100g di mandorle sgusciate
gocce di cioccolato a piacimento
Sbattete energicamente l’uovo con lo zucchero di canna, dopodiché unite il tè(1) e successivamente tutte le polveri. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto denso quasi appiccicoso (per aiutarvi sporcatevi le mani di farina). Infine aggiungete le mandorle intere e le gocce di cioccolato. Versate il composto in uno stampo rettangolare ricoperto con della carta da forno. Infornate a 180° per circa 30 minuti. Sfornate, dovrete ottenere un impasto simile al pane. Tagliate il rettangolo in cubetti (come nella foto) e infornateli nuovamente per circa un quarto d’ora (o più) per farli biscottare. Serviteli freddi.
      (1)  Ricordate che, per ottenere un buon tè, non bisogna mai far bollire l’acqua altrimenti quando andrete ad aggiungere le foglie di tè queste perderanno parte del loro aroma per via della temperatura troppo elevata.