TORTA SOFFICE ALL’ARANCIA SENZA GLUTINE

Eccolo, il nuovo anno. Cosa può mai cambiare tra il 31 e l’1? Siamo soliti in questo periodo fare bilanci e nuovi propositi per l’anno che verrà. Fino a qualche anno fa scandivo diversamente i miei anni, per me andavano da settembre a settembre, come la scuola, solo che a fine di questo periodo c’erano le vacanze, la fine degli esami e la fuga al mare, qualsiasi mare. E anche se adesso le mie vacanze sono molto più ridotte, tendo ancora un po’ a fare i conti con me stessa a fine agosto/inizio settembre, spesso di fronte al mare.

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Quel che resta del Natale e…il radicchio tardivo all’arancia e uvetta

  
Del Natale resta certo un sorriso. Trovo quasi impossibile odiare questo giorno, anzi, questo periodo. Sicuramente c’è chi detesta dover pensare ai regali, chi invece stare in compagnia, a chi non piace l’idea di abbuffarsi intorno a una tavola o di rivedere i parenti, ma alla fine di tutto un sorriso ci scappa sempre. Perchè ci sarà sempre qualcuno che pensa a te, con un messaggio o un pacchettino.  Anche i più solitari alla fine saranno contenti di essersi riuniti per poche ore con i membri della propria famiglia, o con amici, non lo escludo. Un anno che tutta la famiglia di mio zio si era ammalata proprio il giorno della vigilia, io e i miei genitori abbiamo passato il Natale insieme a una coppia di amici, anche loro con i programmi saltati. E’ stato strano, ma siamo stati bene.
Lasciando da parte le tragedie, che purtroppo accadono sempre più spesso, il Natale non può che portare gioia, almeno per un giorno, a prescindere da quanto si è credenti. Anche il solo atto di riunirsi intorno a una tavola, con le luci dell’albero a creare atmosfera, con un crostino nero per principiare o un panettone da mangiare a fine pasto. Se ci sono dei bambini poi il Natale è ancora più magico. A me piace un sacco reggere il gioco: “Ma allora, Babbo Natale è passato a trovarti! Che bimba fortunata! Te lo ha chiesto se sei stata buona?, ascoltare le risposte è sempre divertente. Chi ha figli o nipoti può capire cosa intendo.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno fatto gli auguri, personalizzati e sentiti. Ringrazio il mio ragazzo, sempre presente, nella sua corazza, sempre chiusa, ma che in verità nasconde dentro di sé un vero tesoro. La mia forza è il suo sorriso. Ringrazio la mia famiglia, soprattutto mamma, che quest’anno ha pensato tanto a me, che abito un po’ distante. Un pensiero anche alla famiglia “acquisita” che mi fa sempre sentire come una di loro. Ringrazio la mia amica più cara che, anche se ci vediamo poco, ha sempre un pensiero per me e ascolta ogni mia parola. Mai come quest’anno ho lasciato i problemi da una parte e mi sono goduta tre giorni di festa, dalla vigilia a ieri…compiendo ben 29 anni.
E dopo aver fatto i bagordi, prima dell’arrivo del nuovo anno e della befana, stiamo leggerini per qualche giorno preparandoci qualche piattino light. Premesso che il radicchio tardivo lo adoro alla brace e condito con solo sale e olio, questa è un’ottima alternativa per un pasto sano e leggero da preparare in pochi minuti. Sempre che vi piaccia il sapore amaro del radicchio. Io lo adoro. E mi raccomando…fate scarpetta.
Ingredienti:
2 radicchi tardivi
1 arancia
1 cucchiaino di miele
uvetta già ammollata q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo
Pulite e tagliate il radicchio a metà, o in quarti se preferite. Ungete una padella con poco olio, appena caldo adagiatevi il radicchio e fate appassire per qualche minuto. Vedrete che cambierà subito colore. Aggiungete un po’ di scorza d’arancia, l’uvetta, sale e pepe. Unite anche il succo di mezza arancia  (nel mio caso tutta sarebbe stata troppa) e un cucchiaino di miele (facoltativo). Lasciate cuocere a fuoco moderato fino a quando il radicchio non si sarà ben ammorbidito, ci vorranno pochi minuti.
Servite calde.
 

Arista di maiale all’arancia

Avere una passione è importante. Che sia per il cibo, per la fotografia, per il canto, per il proprio lavoro (raro ma possibile), nel praticare uno sport o nel guardare film in bianco e nero, l’importante è che ci sia. Una passione arricchisce, ti mette alla prova, ti induce al miglioramento. E’ vero, porta con sé fatica e delusioni, ma anche soddisfazioni e, in quel momento, una maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Soddisfazione non significa per forza vittoria, soddisfazione è vedere un miglioramento. Chi ha un blog di cucina trova soddisfazione in tante maniere, dall’apprezzamento altrui, dallo scattare una foto migliore delle precedenti o nel ricevere il primo commento sul blog.  Oppure se qualcuno replica la tua ricetta o la condivide. Immagino sia lo stesso per una pattinatrice che prova per mesi un salto fino a quando non arriva il giorno in cui questo riesce per davvero, magari non perfetto, ancora traballante, ma il miglioramento c’è stato. Io, alle superiori, provai soddisfazione quando presi 5 ½ al compito di francese dopo una serie molto lunga di 4. Io ero brava in tutte le altre materie ma con francese ho sempre avuto un rapporto conflittuale fin dall’inizio. Pensare poi che qualche anno fa mi sono iscritta a una scuola privata di lingua francese e ho seguito corsi serali per tre anni. A volte si dice…
Sono piccole gioie che danno pepe alla vita. La fatica di alzarsi prima la mattina per scrivere un post è compensata dalla soddisfazione di vedere il mio blog aggiornato e ordinato e di poter condividere con il mondo la mia “creazione”. Poi a volte si va in crisi, come io in questo periodo che litigo spesso con la mia vecchia reflex e ne vorrei una nuova, non sono soddisfatta delle foto che faccio (e di conseguenza non le pubblico), ma so che è una questione di “spirito” e che quindi passerà presto (spero). Penso che rientri nell’ordine naturale delle cose. L’umore incide molto sulla buona riuscita di un lavoro e il mio ultimamente è un po’ ballerino, ma la prossima settimana è Natale, poi c’è il mio compleanno, quindi ho deciso di pormi in modalità zen per tutta la durata delle feste. Vediamo se in questo modo mi sarà più facile ricomporre i pezzi del mio rapporto con la reflex. Magari faccio come per francese. Prendo questo periodo NO come punto di partenza per migliorarmi.  Nel frattempo pubblico la ricetta dell’arista all’arancia, fatta alla maniera di mamma Brigida. Mi sono sentita di pubblicare queste foto perché venute meglio di altre, una luce di speranza nel mio periodo fotografico più buio! Battute a parte, gustatevi questa ricettina, vai!  Nel frattempo pubblico la ricetta dell’arista all’arancia, fatta alla maniera di mamma Brigida. Mi sono sentita di pubblicare queste foto perché venute meglio di altre, una luce di speranza nel mio periodo fotografico più buio! Battute a parte, gustatevi questa ricettina, vai!

ARISTA ALL’ARANCIA

Ingredienti per 6 persone:
1 arista di maiale da 600-700g
1 capo d’aglio
rosmarino
sale e pepe
2 grosse arance
vino bianco per sfumare
Procedimento: Salate e pepate l’arista su tutti i lati, massaggiatela bene con le mani. Tagliate un’arancia a fette. Incidete la carne in larghezza e farcitela con l’arancia (il risultato lo potete vedere nella foto). Per tenere insieme l’arista potete aiutarvi, oltre che con lo spago, con due o tre stecchini da spiedino infilati per lunghezza, così da evitare che le incisioni
si aprano durante la cottura. In una casseruola dai bordi alti fate soffriggere il capo d’aglio (a cui avrete tagliato la cima) e un rametto di rosmarino legato stretto con uno spago per alcuni minuti (stati attenti che l’aglio non si bruci e, eventualmente, capovolgetelo). Aggiungete la vostra arista e fatela rosolare a fuoco alto su tutti i lati (tutti!). Togliete la casseruola dalla fiamma. Quando l’olio avrà abbassato un attimo la sua temperatura aggiungete il vino (poco più di mezzo bicchiere) e rimettete tutto sul fuoco per farlo sfumare. Questo lo si fa per evitare un gran fumo in tutta la cucina. Aggiungete il succo dell’altra arancia e lasciate insaporire, magari bagnando la carne con il sugo di cottura.
A questo punto potete continuare la cottura a fuoco moderato per 15 minuti circa (di più se preferite una carne ben cotta e se il pezzo di carne è più grande) oppure rimetterla inforno per una mezzoretta.  Se avete un termometro a sonda potrete capire meglio quando la cottura sarà ultimata, ovvero intorno ai 70° (interni della carne). Servite l’arista a fette insieme all’arancia e al sugo di cottura.