DI DOMENICHE PENSIEROSE E PRANZI LEGGERI

S ono settimane che ormai colleziono eventi più o meno sfortunati, mi sento ogni volta come se mi stessero tirando la maglia durante una corsa. Tante piccole cose che messe insieme mi fanno sentire rallentata, stanca, spesso nervosa. Quella odiosa impressione di correre sul posto, senza avanzare,  penso che ognuno di noi l’abbia vissuta almeno una volta nella vita. Eppure il tempo scorre, le giornate passano e io mi sento ferma. Sono alla ricerca affannosa di soluzioni, desidero consigli, cerco supporto. E per contrastare tutto questo affanno leggo e scrivo tutti i giorni e cucino di tutto nel fine settimana. Mi rendo conto di essere riuscita a distendere i nervi quando mi ritrovo a canticchiare mentre taglio un pomodoro o faccio soffriggere l’aglio in padella. Forse questa settimana appena passata è stata pesante perchè lo scorso week end non ho cucinato? Beh, potrebbe essere.   Continua a leggere

Quando la mamma fa gli gnocchi

“Mamma, domenica veniamo all’agriturismo, va bene?” – “Certo, così pranziamo tutti insieme. L’ho già detto alla Cate. Ho pensato di fare gli gnocchi, quindi non arrivare tardi che mi devi dar mano prima di buttarti in piscina”. E così è stato, in una calda domenica di fine estate. Ve l’ho già detto qui che per me l’agriturismo di Caterina è un posto magico, una location da sogno, un mondo in cui immergersi e non voler più venir via. Con mia mamma in cucina ritorno un po’ bambina, adoro vederla indaffarata e preoccuparsi dei suoi commensali. Mia mamma coccola le persone, coccola i clienti a colazione, cerca sempre di preparare qualcosa in più di modo che non manchi mai niente.  A volte vorrei essere come lei, sempre disponibile e pronta, sempre piena di energie anche se l’età si fa sentire.
E qualche domenica fa mamma ci ha coccolato con gli gnocchi di patate: preparati, lessati, conditi, mangiati e rimangiati.  E dopo aver fatto tutti il bis ha avuto il coraggio di dire: “adesso che vi porto?” – “No basta Brigida, siamo pieni, davvero!”.

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Melanzane ripiene

Avevo promesso di rimettermi in pari con la pubblicazione delle ricette, partendo da quelle più vecchie (in termini di esecuzione). MA ho cambiato idea. Mi rimetterò in pari, promesso.

La scorsa settimana, per ferragosto, dal momento che eravamo noi due soli a rimettere a posto casa dopo le ferie (ma soprattutto prima del rientro a lavoro), ho deciso di accendere il forno. Non che io sia così masochista, ma è stata un’idea più che altro dettata dalla praticità: schianto tutto in forno e per una buona mezz’ora mi dedico a fare altro. E poi c’è da dire che “imbottire” verdure  mi è sempre piaciuto un sacco.

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Una giornata all’Agriresort & Spa Fattoria i ricci, nel cuore del Mugello

Non so descrivere esattamente cosa provo quando penso al territorio in cui sono cresciuta, il Mugello. Di sicuro ogni volta che ci torno mi basta il primo angolo familiare a farmi spuntare un sorriso. Me ne sono andata da casa da Borgo San Lorenzo a settembre 2013 per traslocare a 100 km di distanza, vicino a lavoro. Mi ci voleva, un po’ di indipendenza, il grande passo. Ma ultimamente, soprattutto da quando mi sono trasferita ben più vicina alla mia terra natale, la voglia di tornare si fa sempre più insistente, come se il Mugello fosse nella stanza accanto e ogni tanto una bambina mi parlasse attraverso la parete. Mi manca il verde, che prima vedevo tutti i giorni, mi mancano i viali alberati, quelli che da bambina mi accompagnavano a scuola nella vecchia Y10 di mamma e che seguivo scrupolosamente dal finestrino immaginando sempre qualcosa di nuovo. Sono sempre stata molto creativa. Per me la natura dettava le stagioni, soprattutto quando non avevo ancora idea di cosa fosse un calendario; ero talmente spensierata e distratta che mi accorgevo che era primavera se vedevo spuntare i fiori. Invece se mamma mi serviva la merenda in giardino e io scappavo con il piatto in mano dalle api, allora era estate.

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Insalata di farro con verdure al forno

Ciò che adoro di questa stagione è la mia dipensa, sempre fresca e colorata. Il sabato mattina parto con la mia borsa di juta per andare al mercato a far rifornimento di frutta e verdura di stagione. Ci vado a piedi, in paese, ed è un’abitudine che mi piace tantissimo. Compro sempre due o tre sacchettate di roba, a volte anche di più, il che mi fa pensare spesso che forse ho esagerato, ma alla fine il venerdì dopo la dispensa piange sempre, il che vuol dire che le previsioni le so fare molto bene.

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Cake allo yogurt con farina integrale e ciliegie

Ho notato che spesso, sul blog, mi viene naturale parlare del tempo che non basta mai e delle colazioni che vorrei non avessero mai fine. E sebbene il primo sia un argomento molto vasto, di sicuro il secondo in parte ci rientra, è una retta che talvolta si interseca con l’altra, soprattutto quando mi lamento silenziosamente della mancanza di tempo per fare una colazione come si deve. Il fatto è che la mattina ci nuoterei nella mia tazzona di caffellatte, coccolata dal calore e dal profumo di caffè, con la testa ancora assonnata e le spalle che pregano per tornare qualche minuto a letto.

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Spaghetti senatore cappelli con crema di zucchine, basilico e feta

Pare proprio che il verde sia il colore del mese, la mia dispensa ne è piena e anche i miei piatti: baccelli, piselli freschi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, insalata, peperoni dolci, ecc. I piatti sono sempre ben riusciti, come questi spaghetti dell’ultimo minuto, preparati con ingredienti freschi del momento. Poi c’è la feta, che adoro, che mi fa tanto estate e che riesce a dar sapore a molti miei piatti.

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Il purè di baccelli freschi e la cucina del buon senso

Penso sia passato davvero troppo tempo dal mio ultimo post, se ripenso all’ultimo scatto fatto nella vecchia casa mi sembra passata un’eternità. E in questo lasso di tempo sono successe tante cose: un trasloco (anzi due, anche a lavoro ho dovuto cambiare ufficio), una casa nuova, una cucina che ha tardato ad arrivare, scatole e ancora scatole che per qualche settimana sembravano raddoppiare  anzichè diminuire. Fai le volture, aspetta che l’idraulico e l’elettricista sistemino la cucina, c’è un problema con il forno quindi devono tornare una seconda volta, poi l’imbianchino, le cose da buttare, quelle da tenere, non c’è posto per tutto e quindi “di questo che ne facciamo? Lo teniamo?”, e via discorrendo. Fatto sta che sono passati già due mesi e io me ne accorgo solo adesso, ora che il vento si è fermato e posso finalmente concedermi un po’ di respiro.

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