Gnocchi di patate e cavolo nero

Ok, la primavera sta facendo capolino, si sente nell’aria, nei colori, nelle temperature, nei banchi del mercato. Ma io resto ancora un passo indietro, con un piede nell’inverno. Quest’anno per la prima volta non ho voglia che l’inverno passi in fretta. E’ come voler stare a letto ancora un po’, “dai, ancora cinque minuti“.  Ne è la riprova che per paura di svegliarmi una mattina e non riuscire più a trovare il mio adorato cavolo nero nei banchi del mercato ne ho riempito mezzo frigo e lo sto cucinando in tutte le maniere. Non ho mai adorato il cavolo nero come quest’anno: nella ribollita, in formato chips come aperitivo, in insalata con gli spicchi di arancia, al posto degli spinaci nei tortelli o nell’impasto degli gnudi o….nell’impasto degli gnocchi! Penso che la mia più grande soddisfazione sia stata riuscire a non essere l’unica mangiatrice di cavolo nero in casa; il formato gnocchi è stato un successo, che non mi aspettavo…o forse avrei dovuto aspettarmelo perchè insieme alle patate il cavolo nero è più delicato e meno invasivo, capace di piacere anche alle persone che per anni sono state sostenitrici del movimento anti-cavolo a tavola.

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Biscotti all’olio e vin santo

C’è un momento nella vita in cui ti guardi indietro e capisci di essere un’altra persona, diversa, più ricca, forse più stanca o provata, ma con un bagaglio pieno di biglie colorate in pieno stile “inside out”. Il momento in cui raggiungi la “consapevolezza” non è più possibile tornare indietro. Albert Einstein diceva “La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente”

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TORTA SOFFICE ALL’ARANCIA SENZA GLUTINE

Eccolo, il nuovo anno. Cosa può mai cambiare tra il 31 e l’1? Siamo soliti in questo periodo fare bilanci e nuovi propositi per l’anno che verrà. Fino a qualche anno fa scandivo diversamente i miei anni, per me andavano da settembre a settembre, come la scuola, solo che a fine di questo periodo c’erano le vacanze, la fine degli esami e la fuga al mare, qualsiasi mare. E anche se adesso le mie vacanze sono molto più ridotte, tendo ancora un po’ a fare i conti con me stessa a fine agosto/inizio settembre, spesso di fronte al mare.

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Crostini neri al vin santo, per i giorni di festa e non solo

In ogni tavola toscana che si rispetti il crostino nero, o crostino ai fegatini (di pollo), non manca mai. Anche nelle osterie se chiedi un antipasto misto toscano, oltre ai classici affettati, non manca mai il crostino nero. E’ il crostino nelle feste, o di quando inviti qualcuno a pranzo o a cena.

Ho visto spesso, soprattutto nei supermercati, vendere il “patè” di fegatini; molti pensano che sia la stessa cosa dei fegatini preparati in casa dalle nonne/mamme. ANCHE NO. Sebbene talvolta il sapore si avvicini alla versione home made, la consistenza del vero “fegatino” è granulosa non liscia. Difatti per preparlarlo si usa la “coltella” o la mezzaluna.

Quindi, se volete cimentarvi nella preparazione di questo classico toscano, eccovi qui la ricetta. Ho cercato di tradurre in dosi quello che di solito, anzi sempre,  faccio a occhio. Purtroppo, o per fortuna, i piatti della tradizione hanno l’affascinante filosofia del fare a occhio. Quindi spesso un piatto varia da paese a paese, anzi da borgata a borgata, se non addirittura da cucina a cucina. Vedi la ribollita, la pappa al pomodoro, i tortelli mugellani, l’acqua cotta, la trippa, ecc. Sono dunque sicura che qualche mio vicino di borgata possa esclamare “in casa mia e si fanno diversi!” oppure “io ci metto più acciughe! O che vin santo tu usi? Quello comprato o quello fatto come dio comanda!“.

CROSTINI NERI AL VIN SANTO

per i giorni di festa…e non solo

INGREDIENTI:
200g di fegatini di pollo  freschi e ben puliti
150-200g di trito di odori *
oppure 1 cipolla media-grande
1 bicchierino vin santo q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo
brodo vegetale q.b.
capperi sottosale q.b.
qualche alice sott’olio**

* c’è chi utilizza all’incirca lo stesso peso di fegatini e odori, io spesso vado a occhio, ma cerco di non esagerare e di mantenermi al di sotto e di utilizzare più cipolla rispetto agli altri ingredienti. Non voglio che il sapore delle verdure prevalga sui fegatini. ATTENZIONE: si può utilizzare anche solo la cipolla!

** C’è chi utilizza la pasta di acciughe in alternativa.

PROCEDIMENTO:
tritate di odori e sminuzzate con la coltella i fegatini. Rosolate gli odori in un tegame in un po’ di olio, unite il trito di fegatini e fateli ben colorire. Sfumate quindi con un bicchierino di vin santo. Una volta evaporato aggiungete mezzo bicchiere circa di brodo vegetale di modo che il composto rimanga sempre umido e mai troppo asciutto. Fate di cuocere per qualche minuto a fiamma bassa. Vedrete che il composto comincerà a scurirsi. A fine cottura unitevi una manciata di capperi sottosale che avrete ben sciacquato sotto l’acqua e qualche filetto di alice sott’olio. Fate amalgamare, aggiustate di sale e pepe.
Adesso mettete il composto su un tagliere e CON UN COLTELLO O UNA MEZZALUNA tritate il tutto. Evitate il frullatore altrimenti perderete la granulosità e rischierete che vi diventi un patè spalmabile. Però se siete bravi ve la passo… Magari ci metterete un po’ di più a mano, ma ne vale la pena.
Aggiungete un po’ di olio se ritenete sia troppo asciutto. Spalmate sulle fette di pane oppure conservatelo in un barattolo ben chiuso fino a quando non lo dovrete utilizzare, scaldandolo di nuovo sul fuoco stando attenti che non si asciughi troppo

La ribollita, come piace a me

Questo post non sarebbe mai esistito, o avrebbe tardato ad arrivare, se non fosse intervenuta Alessia che in un messaggio, chiaro e diretto, mi ha scritto “Fra, voglio fare la ribollita, non ce l’hai sul blog?”. Ecco, “non ce l’hai sul blog”. In verità una volta esisteva un bel post sulla ribollita, ma nel primissimo spazio di cucina ghiotta (correva l’anno 2011), che adesso non c’è più … storia lunga, ho perso tante ricette, tra cui questa. Quindi è tempo di rimediare. Ho colto l’occasione per passare la ricetta ad Alessia e prepararmi una bella ribollita da mettere qui sul blog. Dovrete scusarmi se ve la presento così, con una sola foto, ma la gestione del tempo ultimamente è diventata come, se non peggio, una corsa a ostacoli, un tetris continuo.

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Risotto porri e zucca con rosmarino e nocciole

Dovrei trascorrere più fine settimana come questo appena passato: nessuna sveglia impostata, cucina ricca e rilassata, passeggiate nel verde con reflex a seguito e chiacchiere a due.

Il week-end per me è il vero momento di ristoro e cerco sempre di spenderlo nel migliore dei modi, dedicandomi a ciò che più mi piace e mi fa stare bene. Mi rendo conto che non sempre è possibile, che spesso il sabato è utilizzato per colmare la mancanza di tempo dei cinque giorni precedenti, ma bisognerebbe sforzarsi di lasciare più spazio allo svago vero e proprio.

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TORTA DI MELE E CAROTE

L’autunno e’ la stagione piu’ dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti. – Cit. Samuel Butler

E se l’autunno è la stagione più dolce, di cui ogni anno mi innamoro per i suoi colori e per il suo spirito riflessivo, non potevo non celebrarlo con una torta di mele. Dopo i muffins ho deciso che non era ancora tempo di cambiare frutto. Dopotutto le mele si prestano così bene in cucina. E poi io adoro le torte di mele, tanto quanto gli arrosti della domenica e la pasta fatta in casa.

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Quando la mamma fa gli gnocchi

“Mamma, domenica veniamo all’agriturismo, va bene?” – “Certo, così pranziamo tutti insieme. L’ho già detto alla Cate. Ho pensato di fare gli gnocchi, quindi non arrivare tardi che mi devi dar mano prima di buttarti in piscina”. E così è stato, in una calda domenica di fine estate. Ve l’ho già detto qui che per me l’agriturismo di Caterina è un posto magico, una location da sogno, un mondo in cui immergersi e non voler più venir via. Con mia mamma in cucina ritorno un po’ bambina, adoro vederla indaffarata e preoccuparsi dei suoi commensali. Mia mamma coccola le persone, coccola i clienti a colazione, cerca sempre di preparare qualcosa in più di modo che non manchi mai niente.  A volte vorrei essere come lei, sempre disponibile e pronta, sempre piena di energie anche se l’età si fa sentire.
E qualche domenica fa mamma ci ha coccolato con gli gnocchi di patate: preparati, lessati, conditi, mangiati e rimangiati.  E dopo aver fatto tutti il bis ha avuto il coraggio di dire: “adesso che vi porto?” – “No basta Brigida, siamo pieni, davvero!”.

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Carciofi in salsa di Pellegrino Artusi

Ci sono certi giorni, sopratutto nel fine settimana, in cui mi viene voglia di cucinare qualcosa che sia nuovo ma allo stesso tempo dal sapore familiare. Quando sono alla ricerca di alternative alle solite ricette apro l’Artusi e mi metto a leggere qua e là. Mi piace vincere facile, è vero, ma trovo che non sempre l’Artusi sia di facile comprensione; ci vuole una certa propensione all’improvvisazione, non è adatto a chi cerca dosi precise, alcune ricette bisogna adattarle e metterci un po’ “di occhio” come facevano le nostre nonne.

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