Cappellacci Ricotta e Carciofi

So benissimo che con l’arrivo della bella stagione diserterò spesso il blog e la cucina. Sarà inevitabile scappare al mare o in campagna. Anche se quest’anno vorrei rallentare il tempo e non sentirmi già catapultata nella nuova stagione, ormai tutto intorno sta andando avanti. I fiori, l’allergia, la pioggia, il sole, il vento, i nuvoloni e gli sprazzi di luce. Per non parlare del sonno e della fame, che in questo periodo non mi abbandonano mai. La voglia di siesta si fa sempre più insistente e va a finire che il mio umore segue per davvero quello della stagione.

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Ravioli ricotta e spinaci: il gusto della semplicità

E’ da tanto che voglio pubblicare i classici ravioli di casa. Buoni e confortanti. Li ho preparati ormai da qualche settimana, li ho fotografati al volo, come ormai mio solito, e poi li ho lasciati a candire nelle bozze. Avrei voluto fare foto migliori, avrei voluto farne di più, condividere con voi i vari passaggi, ma il tempo, soprattutto ultimamente, mi è nemico. E stamattina mi sono svegliata con il dubbio se pubblicare o meno questo post, perchè non è come avrei voluto che fosse, non è completo, non è da me. Però poi ho pensato che se avessi rimandato ancora avrei fatto il gioco del mio nemico “tempo”. Sempre dietro alle sue leggi, basta.

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Una zuppa che scalda l’anima e il ricordo di due giorni passati inUmbria

E’ stata una settimana che mi ha messo a dura prova. La vita è una salita continua e a volte la felicità di vedere la cima viene spazzata via da un rotolone che ti riporta a valle. Ti rialzi, raccogli le tue cose e prima di riaffrontare la salita ti fermi a riposare in una angolo. Ecco, io questa settimana mi sono dovuta riposare, cercando di fare mente locale su dove mettere il piede giusto la prossima volta. Succede di prendere con slancio un contesto, di fare progetti e di pensare un po’ più in grande. Ma la vita non sempre ti viene incontro. Io continuo a camminare, questa volta più cauta e paziente (qualità che non mi appartiene molto, da qui la dura prova della vita) e mi consolo con le mie passioni e la compagnia delle poche persone che mi stanno davvero a cuore.

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Le basi: la pasta fresca all’uovo

La pasta fresca all’uovo. Mi piace, mi piace, mi piace, sia farla che mangiarla. A casa mia viene solitamente preparata per il pranzo della domenica (o per un’occasione speciale), quando ci si ritrova tutti insieme intorno a un tavolo.  Andando a convivere, quindi passando alla modalità “siamo solo in due la maggior parte delle volte”, non ho perso l’abitudine…anzi, diciamo che l’ho acquisita perché prima la preparava mamma e io, a volte, la aiutavo. Perché a volte? Perché la domenica, anche a volersi alzar presto, mi ritrovavo a far colazione circondata da tagliatelle o tortelli già pronti per essere cotti. Però che bellezza!

La mia regola, ognuno avrà la sua ma questa è la mia, per ogni 100g di farina si conta 1 uovo. Io la pasta la “spengo a uovo”, nel senso che non aggiungo acqua. Utilizzo semplicemente farina 0, uova, sale q.b. e un giro d’olio. Ok, c’è chi è abituato alla farina 00 e non penso sia un problema utilizzare quella anziché la 0. E’ possibile
sostituire metà della farina con della semola di grano duro, a voi la scelta.

 

Versate la farina (o le farine) a fontana su una spianatoia; rompeteci dentro le uova e aggiungeteci una presa di sale e un filo d’olio. Con l’aiuto di una forchetta (o con le mani se preferite) sbattete le uova e cominciate ad amalgamare la farina intorno. Continuate con le mani e cercate di amalgamare bene tutti gli ingredienti. Lavorate bene di polso fino ad ottenere un impasto liscio e non più appiccicoso. Nel lavorarla potete aiutarvi sporcandovi le mani di farina (senza esagerare eh). Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora. A questo punto è pronto per essere tirato e assumere la forma che più preferite. Io apprezzo molto le donne che tirano la pasta a matterello, ma io utilizzo la famosa “macchinetta”. Se fate come me dividete l’impasto in quattro o cinque parti e passate ogni pezzetto di pasta dalla larghezza “uno” a quella più sottile in base alle esigenze (di solito io arrivo al numero 6 con la mia, ma dipende anche dalle macchinette e da ciò che si vuole preparare, quella di mia nonna aveva molti meno numeri ed è la stessa che utilizza ancora mia madre). Via via che stendete la pasta adagiatela su un piano spolverato di farina stando attenti a non sovrapporre mai le strisce, altrimenti si attaccheranno. Il passo successivo è dare una forma alla nostra pasta fresca: io ho preparato in questo caso della tagliatelle, ma se avete l’apposito accessorio potete ricavare linguine, tagliolini, mafalde,ecc… È ovvio che se dovete fare della pasta ripiena la macchinetta non vi servirà più (o forse sì se avete l’accessorio che vi monta i ravioli, ma io sono alla vecchia maniera, la pasta ripiena la faccio a mano e
meglio se in buona compagnia).