Taste&More Magazine n°26

Eccolo, l’ultimo numero di Taste&More, pieno di idee e ricette per questa stagione ricca di ingredienti buonissimi con i quali preparare calzoni, vellutate, crostini, panini, primi piatti e insalate. Neanche questa volta ci siamo fatti mancare niente, in questo numero si respira la primavera e ogni pagina mette il languorino. Sebbene l’estate sia ormai alle porte, approfittatene per sfogliare questo numero e intrappolate anche voi questa stagione in un buon piatto colorato e gustoso. Continua a leggere

Cappellacci Ricotta e Carciofi

So benissimo che con l’arrivo della bella stagione diserterò spesso il blog e la cucina. Sarà inevitabile scappare al mare o in campagna. Anche se quest’anno vorrei rallentare il tempo e non sentirmi già catapultata nella nuova stagione, ormai tutto intorno sta andando avanti. I fiori, l’allergia, la pioggia, il sole, il vento, i nuvoloni e gli sprazzi di luce. Per non parlare del sonno e della fame, che in questo periodo non mi abbandonano mai. La voglia di siesta si fa sempre più insistente e va a finire che il mio umore segue per davvero quello della stagione.

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Quando la mamma fa gli gnocchi

“Mamma, domenica veniamo all’agriturismo, va bene?” – “Certo, così pranziamo tutti insieme. L’ho già detto alla Cate. Ho pensato di fare gli gnocchi, quindi non arrivare tardi che mi devi dar mano prima di buttarti in piscina”. E così è stato, in una calda domenica di fine estate. Ve l’ho già detto qui che per me l’agriturismo di Caterina è un posto magico, una location da sogno, un mondo in cui immergersi e non voler più venir via. Con mia mamma in cucina ritorno un po’ bambina, adoro vederla indaffarata e preoccuparsi dei suoi commensali. Mia mamma coccola le persone, coccola i clienti a colazione, cerca sempre di preparare qualcosa in più di modo che non manchi mai niente.  A volte vorrei essere come lei, sempre disponibile e pronta, sempre piena di energie anche se l’età si fa sentire.
E qualche domenica fa mamma ci ha coccolato con gli gnocchi di patate: preparati, lessati, conditi, mangiati e rimangiati.  E dopo aver fatto tutti il bis ha avuto il coraggio di dire: “adesso che vi porto?” – “No basta Brigida, siamo pieni, davvero!”.

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Spaghetti senatore cappelli con crema di zucchine, basilico e feta

Pare proprio che il verde sia il colore del mese, la mia dispensa ne è piena e anche i miei piatti: baccelli, piselli freschi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, insalata, peperoni dolci, ecc. I piatti sono sempre ben riusciti, come questi spaghetti dell’ultimo minuto, preparati con ingredienti freschi del momento. Poi c’è la feta, che adoro, che mi fa tanto estate e che riesce a dar sapore a molti miei piatti.

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Il purè di baccelli freschi e la cucina del buon senso

Penso sia passato davvero troppo tempo dal mio ultimo post, se ripenso all’ultimo scatto fatto nella vecchia casa mi sembra passata un’eternità. E in questo lasso di tempo sono successe tante cose: un trasloco (anzi due, anche a lavoro ho dovuto cambiare ufficio), una casa nuova, una cucina che ha tardato ad arrivare, scatole e ancora scatole che per qualche settimana sembravano raddoppiare  anzichè diminuire. Fai le volture, aspetta che l’idraulico e l’elettricista sistemino la cucina, c’è un problema con il forno quindi devono tornare una seconda volta, poi l’imbianchino, le cose da buttare, quelle da tenere, non c’è posto per tutto e quindi “di questo che ne facciamo? Lo teniamo?”, e via discorrendo. Fatto sta che sono passati già due mesi e io me ne accorgo solo adesso, ora che il vento si è fermato e posso finalmente concedermi un po’ di respiro.

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Patè piselli, fave e pecorino.

Ultimamente diventa difficile potersi dedicare al blog. Le settimane passano veloci tra lavoro e impegni di ogni genere. Ci metto anche la stanchezza che la sera mi fa sprofondare subito tra le braccia di Morfeo e la mattina mi rende difficile aprire gli occhi.  Resterei abbracciata al cuscino almeno un paio d’ore in più. Ma non era aprile quello del dolce dormire? Ho l’impressione che certi detti vadano rivisti e adeguati alle nuove stagioni.
A ogni modo dopo eccomi qui, a scrivere un altro post, in un sabato mattina di quiete, in attesa di riprendere in solito trantran. La stessa quiete che la scorsa settimana mi ha permesso di preparare questi crostini per il pranzo, insieme a una torta salata di cui spero di scrivere presto.
Sette giorni fa, silenzio assoluto in tutta casa, i vicini non c’erano, lui dormiva, io mi sono messa a sgranare piselli freschi e fave canticchiando qualcosa che non ricordo. Nel frattempola mia pasta madre faceva il suo lavoro. L’ho trovato rilassante, rigenerante. E’ stato un momento di rara tranquillità di cui avevo bisogno.  Ho deciso che d’ora in poi mi concederò delle piccole dosi di relax ogni fine settimana, o comunque ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, rimandando il rimandabile. Fave e pecorino in Toscana sono legate a una certa tradizione  e ritualità; io, con questa ricetta, sono andata un po’ controcorrente, contro le abitudini secolari contadine.

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Una lasagna per mamma Brigida, con asparagi e piselli

Le lasagne sono una delle specialità di mia madre. Quando ancora vivevamo tutti insieme, la domenica era sempre una buona giornata per organizzare un pranzo sostanzioso per un certo numero di persone, fossero queste amici o parenti. C’è sempre stato un bel viavai di gente in casa mia, non ho mai sofferto la solitudine sebbene vivessi lontano dai miei amici. Di questo devo ringraziare mia mamma, donna dinamica e di grandi energie. La domenica era frenetica fin dal mattino e io mi svegliavo sempre con l’odore di buon mangiare sparso per casa. La lasagna è sempre stata un suo punto forte, una sicurezza in tavola, da preparare prima e buttare in forno in prossimità del pranzo. Mia mamma Brigida mi ha sempre insegnato a essere furba in queste circostanze, per non dover affrontare tutte le preparazioni nella stessa mattinata. Apparecchiava sempre appena sveglia e si dedicava al resto nelle ore successive. Mi ripeteva non so quante volte di andarmi a preparare e di essere pronta in tempo qualora qualcuno decidesse di arrivare in anticipo. Poi scendevo le scale e lei mi diceva “i capelli”, e io capivo che non ero del tutto pronta.

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Come rendere speciale un uovo e il tartufo marzuolo

Arrivato il terzo mese dell’anno comincio a scalpitare, in attesa di giornate migliori, con qualche grado in più, per uscire di casa nel week end e abbandonare queste quattro mura alle quali sarò sicuramente venuta a noia. Classica conseguenza del mio desderio di fuga è la poca voglia di stare ai fornelli. Non fraintendetemi, io adoro cucinare, ma se d’inverno prediligo le lunghe cotture appena sento aria di primavera mi dedico a ricette molto più espresse. E questa ne è un esempio.
uova piselli asparagi e tartufo

Cominciamo subito (e bene) con questa insalatina tiepida di pisellini e
asparagi con scaglie di tartufo marzuolo. Se non conoscete quest’ultimo prodotto continuate a leggere e seguite il link sotto riportato. Mi è giunto all’orecchio che l’abbinamento
tartufo-asparago sia un po’ scontato, un po’ come dire che la marmellata è scontata con la pastafrolla o il cavolo nero nella ribollita. Non sono d’accordo. Ma ovviamente si tratta del mio pensiero personale. Io trovo che la classicità in cucina rappresenti sia un punto di partenza per nuove ispirazioni che di ritorno per non scordarsi mai delle proprie tradizioni e radici culinarie. Ho sempre saputo, fin da piccola, che il tartufo sta bene sui tagiolini, con l’uovo (barzotto, in camicia o al tegamino), con una tartara di carne e con gli asparagi. E questi sono solo alcuni esempi dei più “classici”; anche un buon purè aromatizzato al tartufo e servito con un filetto di manzo potrebbe rallegrare le mie papille gustative. Di conseguenza questo mio pranzo domenicale, preparato davvero in poco tempo, mi ha soddisfatto a pieno. Soprattutto per l’unione di sapori dell’uovo con l’asparago e il tartufo. Senza dimenticare di accompagnare il tutto con una buona fetta di pane cotto a legna da pucciare nel rosso d’uovo.      

Ma veniamo a noi, cos’è il Tartufo Marzuolo: è
un´altra specie di tartufo bianco, la cui denominazione deriva dal mese
prediletto per la sua raccolta, ovvero Marzo. Ha dimensioni
leggermente più piccole del suo fratello maggiore, il tartufo bianco, che cresce invece nei mesi autunnali, ed è comunque
molto stimato nel mondo dell´alta gastronomia oltrechè raccolto e
consumato in grandi quantità. Il suo aroma è penetrante e molto
persistente, un po´ piccante e agliaceo ma molto gradevole e può essere
cucinato nello stesso modo del tartufo bianco pregiato. Il suo periodo
di raccolta va dai primi di dicembre alla fine di aprile, ma può variare
di zona a zona. (potete continuare a leggere qui). 
uova piselli asparagi e tartufo

Con le dosi sono andata molto a occhio. Ancora non è tempo di piselli freschi, quindi potete utilizzare anche quelli surgelati. Compro pochissimi prodotti surgelati, questi ne sono un esempio insieme a quelli secchi che utilizzo essenzialmente per le zuppe. 

Fate rosolare uno spicchio di aglio in camicia in una casseruola, toglietelo e aggiungete i piselli, unite un goccio d’acqua e fate cuocere a fuoco moderato per circa un quarto d’ora. Nel frattempo lessate un mazzo di asparagi, di modo che risultino ancora un po’ croccantelli, e due uova barzotte (contate un uovo a porzione).
Per quest’ultime i passaggi sono pochi ma essenziali: mettete le uova in una pentola su fuoco medio con abbondante acqua fredda. Appena l’acqua comincia a bollire abbassate la fiamma (altrimenti gli albumi ne usciranno gommosi) e contante tre minuti. Trasferite le vostre uova in un contenitore con dell’acqua molto fredda e lasciate riposare per una decina di minuti. Picchiettate le uova col dorso di un cucchiaio affinchè il guscio si crepi; cominciate da uno dei due poli dove solitamente si forma una piccola sacca d’aria. Cominciate a sgusciare le uova aiutandovi con dell’acqua corrente. Fate il tutto con la massima delicatezza. 
In una padella antaderente fate scaldare un filo di olio, aggiungete i piselli e gli asparagi tagliati a tocchetti (lasciando integra la punta). Per la quantità dosatevi a piacimento. Fate scaldare per qualche minuto, salate e pepate. Adagiate la vostra insalata sul piatto di portata, adagiatevi sopra il vostro uovo e completate con qualche goccia di aceto balsamico e delle scaglie di buon tartufo marzuolo.
Solitamente aggiungo dello scalogno rosolato in padella all’insalata, ma il più del sapore in questo caso è dato dal tartufo.
uova piselli asparagi e tartufo

Colgo l’occasione per ricordarvi che il week-end del 14 e 15 marzo a Cigoli ci sarà la XVII Mostra Mercato Tartufo Marzuolo, trovate il programma delle due giornate a questo link nonchè tutte le informazioni per arrivarci. 

Crema di cipolle e patate allo zafferano

E’ un periodo di forte ispirazione quello che sto attraversando, ogni
giorno un’idea in più che mi annoto, scrupolosamente ma in maniera disordinata,
sul mio taccuino moleskine sperando che l’entusiasmo non passi nel frattempo.
Purtroppo il lavoro non mi permette di mettere in pratica quello che vorrei
fare, almeno non nell’immediato, a volte neanche il giorno dopo o quello dopo
ancora; è così che aspetto inesorabilmente l’arrivo del fine settimana per
poter fare tutto con calma (si fa per dire). Però a volte (mannaiaàmiseria come
avrebbe detto mia nonna), neanche avessi pescato la carta degli imprevisti a
monopoli, il tempo si fa ancora più ristretto e pur di non lasciarmi andare ai
soliti piatti o preparazioni invento, improvviso, mi metto a spadellare. Così
nasce questa crema, da una sola mezz’ora di tempo prima dell’ora di pranzo (con
partita della viola annessa, che a volte mi salva perchè così riesco a fare le
foto), dalla voglia di mangiare qualcosa prima del filetto con le erbette
(quelle solo per me perchè lui le odia) e, perchè no, per sorprenderlo un po’.
Io e lui ci siamo già messi d’accordo sul replicare questa crema e mangiarla
con delle capesante o dei gamberoni.

Ingredienti:
500g di patate a grana gialla
1 cipolla grande
1 bustina di zafferano in polvere
latte o brodo vegetale
olio evo
pane
uno spicchio di aglio
timo
maggiorana.
Procedimento: in una pentola fate appassire la cipolla tritata finemente. Unite le patate
tagliate a dadini. Coprite con del latte e lasciate cuocere a fuoco basso fino
a quando quest’ultime non saranno belle morbide. Nel caso aggiungete un po’
d’acqua. Al posto del latte potete utilizzare del brodo vegetale o della
semplice acqua. Frullate le patate insieme al liquido e aromatizzate con una
bustina di zafferano. Salate e pepate. In una padella a parte scaldate un filo
d’olio con uno spicchio di aglio in camicia; fateci soffriggere due fette di
pane tagliate a cubetti fino a quando non saranno dorati e croccanti.
Aromatizzateli con del timo e della maggiorana. Servite la crema in delle
ciotoline con i crostini di accompagnamento.