Cappellacci Ricotta e Carciofi

So benissimo che con l’arrivo della bella stagione diserterò spesso il blog e la cucina. Sarà inevitabile scappare al mare o in campagna. Anche se quest’anno vorrei rallentare il tempo e non sentirmi già catapultata nella nuova stagione, ormai tutto intorno sta andando avanti. I fiori, l’allergia, la pioggia, il sole, il vento, i nuvoloni e gli sprazzi di luce. Per non parlare del sonno e della fame, che in questo periodo non mi abbandonano mai. La voglia di siesta si fa sempre più insistente e va a finire che il mio umore segue per davvero quello della stagione.

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Gnocchi di patate e cavolo nero

Ok, la primavera sta facendo capolino, si sente nell’aria, nei colori, nelle temperature, nei banchi del mercato. Ma io resto ancora un passo indietro, con un piede nell’inverno. Quest’anno per la prima volta non ho voglia che l’inverno passi in fretta. E’ come voler stare a letto ancora un po’, “dai, ancora cinque minuti“.  Ne è la riprova che per paura di svegliarmi una mattina e non riuscire più a trovare il mio adorato cavolo nero nei banchi del mercato ne ho riempito mezzo frigo e lo sto cucinando in tutte le maniere. Non ho mai adorato il cavolo nero come quest’anno: nella ribollita, in formato chips come aperitivo, in insalata con gli spicchi di arancia, al posto degli spinaci nei tortelli o nell’impasto degli gnudi o….nell’impasto degli gnocchi! Penso che la mia più grande soddisfazione sia stata riuscire a non essere l’unica mangiatrice di cavolo nero in casa; il formato gnocchi è stato un successo, che non mi aspettavo…o forse avrei dovuto aspettarmelo perchè insieme alle patate il cavolo nero è più delicato e meno invasivo, capace di piacere anche alle persone che per anni sono state sostenitrici del movimento anti-cavolo a tavola.

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Risotto porri e zucca con rosmarino e nocciole

Dovrei trascorrere più fine settimana come questo appena passato: nessuna sveglia impostata, cucina ricca e rilassata, passeggiate nel verde con reflex a seguito e chiacchiere a due.

Il week-end per me è il vero momento di ristoro e cerco sempre di spenderlo nel migliore dei modi, dedicandomi a ciò che più mi piace e mi fa stare bene. Mi rendo conto che non sempre è possibile, che spesso il sabato è utilizzato per colmare la mancanza di tempo dei cinque giorni precedenti, ma bisognerebbe sforzarsi di lasciare più spazio allo svago vero e proprio.

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Quando la mamma fa gli gnocchi

“Mamma, domenica veniamo all’agriturismo, va bene?” – “Certo, così pranziamo tutti insieme. L’ho già detto alla Cate. Ho pensato di fare gli gnocchi, quindi non arrivare tardi che mi devi dar mano prima di buttarti in piscina”. E così è stato, in una calda domenica di fine estate. Ve l’ho già detto qui che per me l’agriturismo di Caterina è un posto magico, una location da sogno, un mondo in cui immergersi e non voler più venir via. Con mia mamma in cucina ritorno un po’ bambina, adoro vederla indaffarata e preoccuparsi dei suoi commensali. Mia mamma coccola le persone, coccola i clienti a colazione, cerca sempre di preparare qualcosa in più di modo che non manchi mai niente.  A volte vorrei essere come lei, sempre disponibile e pronta, sempre piena di energie anche se l’età si fa sentire.
E qualche domenica fa mamma ci ha coccolato con gli gnocchi di patate: preparati, lessati, conditi, mangiati e rimangiati.  E dopo aver fatto tutti il bis ha avuto il coraggio di dire: “adesso che vi porto?” – “No basta Brigida, siamo pieni, davvero!”.

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Spaghetti senatore cappelli con crema di zucchine, basilico e feta

Pare proprio che il verde sia il colore del mese, la mia dispensa ne è piena e anche i miei piatti: baccelli, piselli freschi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, insalata, peperoni dolci, ecc. I piatti sono sempre ben riusciti, come questi spaghetti dell’ultimo minuto, preparati con ingredienti freschi del momento. Poi c’è la feta, che adoro, che mi fa tanto estate e che riesce a dar sapore a molti miei piatti.

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Viva la pappa col pomodoro!

La pappa al pomodoro, eccolo qui il piccolo capolavoro della cucina povera toscana. Mette sempre d’accordo tutti, non ho mai sentito nessuno a cui non piacesse la pappa al pomodoro. Esistono varie versioni, in base alla zona da cui si proviene. C’è chi la fa SOLO con i pomodori maturi e chi, come me, utilizza (a volte) la passata di pomodoro. C’è chi preferisce il trito di odori (io) e chi invece predilige il brodo vegetale (mia mamma). Chi la fa pallida, chi più colorata. Vi riporto qui due versioni: la prima è quella che faccio più frequentemente, la seconda è quella di mamma Brigida. Sono entrambe ricette di casa, buonissime nella loro semplicità.

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Un ragù non ragù, o si?! Il sugo scappato o finto

Laura, col suo ultimo post, mi ha fatto venire in mente questa ricetta, a cui sono molto affezionata per la sua immediatezza, semplicità di esecuzione nonchè per la sua infinita bontà tutta toscana. Dato che era un bel po’ che non la riproponevo a tavola, mi sono decisa a cucinala proprio oggi, in una domenica di relax e svogliatezza. La scarpetta a fine pasto è stata l’apoteosi del piacere culinario. Continua a leggere

Una lasagna per mamma Brigida, con asparagi e piselli

Le lasagne sono una delle specialità di mia madre. Quando ancora vivevamo tutti insieme, la domenica era sempre una buona giornata per organizzare un pranzo sostanzioso per un certo numero di persone, fossero queste amici o parenti. C’è sempre stato un bel viavai di gente in casa mia, non ho mai sofferto la solitudine sebbene vivessi lontano dai miei amici. Di questo devo ringraziare mia mamma, donna dinamica e di grandi energie. La domenica era frenetica fin dal mattino e io mi svegliavo sempre con l’odore di buon mangiare sparso per casa. La lasagna è sempre stata un suo punto forte, una sicurezza in tavola, da preparare prima e buttare in forno in prossimità del pranzo. Mia mamma Brigida mi ha sempre insegnato a essere furba in queste circostanze, per non dover affrontare tutte le preparazioni nella stessa mattinata. Apparecchiava sempre appena sveglia e si dedicava al resto nelle ore successive. Mi ripeteva non so quante volte di andarmi a preparare e di essere pronta in tempo qualora qualcuno decidesse di arrivare in anticipo. Poi scendevo le scale e lei mi diceva “i capelli”, e io capivo che non ero del tutto pronta.

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Uno dei piatti che amo di più: le crespelle alla fiorentina

 Si narra che questa ricetta sia nata ai tempi di Caterina de’ Medici, quando questa andò in sposa a Enrico II re di Francia. Si sa, la nostra Caterina “e l’era una ghiottona” e anche se non c’è certezza che queste buonissime crespelle siano state una sua idea, possiamo pure crederci e fantasticarci sopra. In questo piatto ci sono i ricordi d’infanzia, di pranzi domenicali, di nonne che impiegavano una mattinata intera per preparare quante più crespelle possibili. Il fatto è che a me “e le mi garbano pure da fredde o riscardate” e se non fosse per il mio buon senso ne mangerei un tegame intero.

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