I Cenci (o chiacchiere) di Carnevale

Quando ho chiesto a mia mamma di passarmi la ricetta dei cenci mi sono ritrovata in mano un foglietto piegato dieci volte, giallastro, con le piegature quasi del tutto staccate! Meno male che d’ora in poi potrò consultare la ricetta anche qui; anche perché, quando chiedo una ricetta a mia madre, lei apre un’agenda e comincia a girare velocemente le pagine alla ricerca di quel foglietto scritto a mano; alla fine lo trova, ma non prima di aver esclamato più volte “Ma era proprio qui! Dove è finito?”.

C’è chi li chiama cenci, chi chiacchiere, c’è quelli a cui piacciono sottili sottili e gonfi, quelli che gonfi non li vogliono (perché si rompono facilmente) ma sottili si, quelli che li amano più spessi ma croccanti. Insomma, ognuno ha la sua ricetta, non ce ne è una uguale all’altra. A casa mia si fanno così perché piacciono! Rimango disponibile per testare nuove ricette, ma questa rimane nel cuore perché è di “mammà”.

I Cenci (o chiacchiere)

Ingredienti
Per un vassoio bello pieno
300g di farina
60g di zucchero semolato
2 uova
50g di burro
Vin Santo, Rhum o Brandy
Scorza di un’arancia e/o limone
Zucchero a velo
Olio di arachidi per friggere

Procedimento
In una ciotola impastate la farina con le uova, la presa di sale, lo zucchero e il burro sciolto a bagnomaria. Aggiungeteci un bicchierino di liquore (io utilizzo spesso il Vin Santo) e la scorza d’arancia. Lavorate il composto fino ad ottenere una sfoglia liscia, formate una palla e lasciate riposare al fresco per almeno un’ora. Passato il tempo di riposo tirate la sfoglia con la macchinetta formando delle strisce sottili, tagliatele in rettangoli o losanghe (anche
con la rotella dentata). Friggete i cenci in abbondante olio “caldissimo” (170°-180°); scolateli su carta assorbente e serviteli spolverizzati di abbondante zucchero a velo!

Buon Carnevale!

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Ciao, sono Francesca. Amo le crostate, le torte di mele, gli arrosti della domenica e la pasta fatta in casa, ripiena e non. Se fossi un dolce sarei una zuppa inglese, come quella che preparava mia nonna Pierina.

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