Confettura di fichi, mele, cannella e mandorle

L’estate è finita e, finalmente, è arrivato l’autunno. Fino a qualche tempo fa avrei affermato senza alcun dubbio che l’estate è la migliore stagione possa esistere. Ma col tempo ho rivalutato tantissimo l’autunno. La fine dell’estate per me rappresenta un momento in cui tiro una linea e faccio il mio bilancio annuale. Si, avete capito bene, non a fine anno, il momento giusto per me è adesso. Mi autovaluto, mi autocritico (molto), penso ai passi fatti e a quelli che avrei potuto forse fare. Penso a tante situazioni che mi sono capitate e alle persone a cui tengo di più, a quelle che mi supportano nonostante la distanza ma che ci sono sempre. Analizzo le delusioni, gli sbagli o i momenti in cui ho indugiato anzichè agire. E’ anche il momento in cui la malinconia viene a trovarmi. Una cara amica che ogni tanto si presenta, mi abbraccia e rievoca in me tantissimi ricordi. Eh si, perchè “la malinconia è la gioia di essere tristi”. Così affermava Victor Hugo. La malinconia è associata alla tristezza, anche se ciò che stiamo ricordando è, effettivamente, un momento felice del passato. La malinconia non esisterebbe senza memoria; anzi, non esisterebbe senza bei ricordi. Io non penso che la malinconia venga per nuocere, non la vivo come qualcosa di negativo. C’è chi sostiene che se si è felici non si sarà mai malinconici. Ma sfido io a trovare una persona che sia stata o sia perennemente felice, che non abbia mai vissuto momenti di tristezza, abbattimento, dolore, delusione, o qualsiasi altro sentimento in contrasto con la gioia di vivere. Io ogni tanto penso al film Inside Out: è vero, è un film animato della Pixar, ma sul finale descrive perfettamente cosa sia la malinconia. L’incontro tra la tristezza e la gioia. Se ogni tanto questo sentimento fa capolino, prendiamolo a braccetto, offriamogli un caffè, facciamoci una chiacchierata e poi sbattiamolo fuori di casa. Ma non escludiamolo a priori, tanto lui troverà il modo di farci visita. Impariamolo a dosare nella nostra esistenza così da maturare in noi nuove consapevolezze.

Voglio ricordarmi della dolcezza di questa stagione passata, lasciando andare le note amare che l’hanno accompagnata.  Quale miglior modo se non racchiudendo tutto il colore e l’amabilità dei fichi in un barattolo?! Prendiamo il meglio e trasformiamolo in ciò che più ci piace. E a me piace “conservare”, ogni cucchiaiata di confettura sarà per me come un abbraccio familiare che mi coccola e mi ricorda che la felicità sta nelle piccole cose.

In molti si chiedono che sapore abbia la felicità. Come se fosse un mistero! Marmellata, la felicità sa di marmellata spalmata sul burro e il pane caldo. (Fabrizio Caramagna)

Confettura di fichi, mele, cannella e mandorle

Ingredienti (per 5 vasetti da 250 gr)
1,5kg di fichi
500g di mele (circa 3 di media grandezza)
500g di zucchero bianco
succo di 1 limone
cannella in polvere
mandorle a lamelle

Procedimento
Lavate e sbucciate i fichi. Tagliateli a metà e collocateli in una casseruola dai bordi alti e fondo spesso insieme allo zucchero e al succo del limone. Sbucciate le mele, togliete il torsolo e riducete a pezzetti. Uniteli ai fichi. Unite la cannella in polvere (io 1 cucchiaino) e mescolate il composto. Lasciate macerare per 30 minuti circa. Spostate la casseruola sul fuoco e cuocete a fuoco basso per 40 minuti circa. A metà cottura, quando lo zucchero sarà tutto sciolto, sfrullate con un minipimer a immersione. Continuate la cottura fino a quando la confetttura non avrà raggiunto i 104 gradi. Verso gli ultimi minuti di cottura incorporate le lamelle di mandorle e mescolate bene. Invasate in barattoli precedentemente sterilizzati e capovolgere per il sottovuoto.

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